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Una grande festa. L’edizione 2012 della Giornata del Rifugiato si è svolta a Ragusa all’insegna della gioia e della condivisione. “Superare l’emergenza per arrivare all’accoglienza” è la frase che fa da linea guida per la celebrazione di questo momento che, anche a Ragusa, è diventato di anno in anno una istituzione. Ospiti, visitatori, amici ed operatori del centro di via Ungaretti hanno dato vita ad una festa multi etnica e a momenti di riflessione sul tema. Tra i momenti più significativi del pomeriggio l’inaugurazione dei Murales realizzati dagli studenti della scuola “Vann’Antò” di Ragusa in collaborazione con il progetto APQ “Voglio dire..”. “I ragazzi – spiega l’insegnante Viviana Rizza – hanno analizzato il concetto di muro come spazio interiore, poi approfondendo l’aspetto storico legato a questa costruzione che divide. Oggi i muri sono diventati murales, dipinti nei quali i giovani hanno immaginato un mondo dove le pareti si aprono verso una dimensione altra fatta di pace, speranza ed accoglienza”.

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Un aperitivo solidale di benvenuti e, nello stesso tempo, di buon viaggio. Benvenuti nel mondo del progetto APQ “Voglio dire..” e buon viaggio per i ragazzi che si preparano il 14 giugno alla partenza verso la Tanzania. C’è stato questo ed altro in una serata dal sapore solidale e magica trascorsa in piazza Chiaramonte a Ragusa Ibla. Buona la partecipazione delle persone ed altissimo l’interesse dimostrato per l’artigianato africano, le foto del villaggio in Tanzania e per l’artigianato improvvisato dai ragazzi protagonisti del progetto. Un aperitivo per raccogliere fondi che verranno utilizzate come contributo di solidarietà per progetti di cooperazione e sviluppo che l’Associazione “Terre e popoli onlus” gestisce con le comunità locali della Tanzania. Il primo gruppo di ragazzi che hanno frequentato il corso di formazione avviato dal progetto “Voglio dire…” è pronto a partire verso la Tanzania il 14 giugno.

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Prenderà il via il prossimo 18 giugno a Scicli il campo estivo “Tempo d’estate” promosso dal progetto APQ “GIFT” il cui referente territoriale per Ragusa è l’associazione “Solidago” . Il campo estivo sarà rivolto a 30 bambini di scuola elementare e si svolgerà per quattro settimane, fino al 13 luglio, dal lunedì al venerdì per 5 ore al giorno dalle 8 alle 13 , per un totale di 100 ore. Verranno organizzate attività ludico ricreative che comprendono attività sportive, laboratori artistici e musicali. Il campo estivo si terrà nella sede dell’Istituto Tecnico Agrario di Scicli in viale Dei Fiori, 13. La partecipazione al campo è del tutto gratuita. È aperto fino al 4 giugno il bando per gli animatori del campo che possono inviare la domanda di partecipazione alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. . Il Campo estivo giunge al termine di un anno di lavori per i ragazzi ed i tutor del progetto GIFT, impegnati sui temi della legalità e dell’intercultura. “Siamo soddisfatti – spiega Alessandro Guccione, coordinatore decentrato su Ragusa di GIFT – per la partecipazione avuta nelle varie fasi del progetto.

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Le cooperative aderenti al Consorzio “La Città Solidale” si sono riunite oggi per l’assemblea annuale. Sede dell’incontro la sala riunioni di Confcooperative Ragusa. “Un segno di appartenenza – ha spiegato il presidente Guccione in apertura dei lavori – ad una confederazione che intende essere la casa di tutte le cooperative”. L’assemblea dei soci ha avuto un momento pubblico utile per fare il punto ad un anno dalle elezioni del nuovo direttivo e per riflettere sul tema “La cooperazione strumento di crescita nel tempo della crisi”. “La cooperazione sociale – sottolinea Guccione – ha il proprio utile non nel profitto economico, ma nella produzione di occupazione. La nostra ricchezza è promuovere lavoro buono, retribuito come possibilità per l’uomo di salvaguardare la propria dignità”. Non solo belle parole, ma una realtà suffragata dalla cifre. “In questi anni di crisi – conferma il presidente del Consorzio – è il nostro settore, in particolar modo quello del sociale ad avere incrementato il livello occupazionale. È giunta l’ora che le Pubbliche amministrazioni se ne rendano conto e diano il giusto peso al nostro valore. Non chiediamo e non abbiamo bisogno di favori, ma della giusta attenzione.

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Si è svolta venerdì scorso a Palermo, presso Villa Igea l’Assemblea Regionale di Confcooperative per il rinnovo delle cariche regionali. Oltre alla riconferma alla presidenza per l’ingegnere Gaetano Mancini, giungono da Palermo buone notizie per la cooperazione iblea. Aurelio Guccione, presidente del Consorzio “La Città Solidale” è stato eletto nel consiglio regionale della confederazione. “Un motivo di grande soddisfazione – spiega Guccione – per il nostro Consorzio perché certifica un cammino di lavoro ed impegno che dura ormai da 15 anni. Il nostro è un gruppo impegnato nel sociale con professionalità di altissimo livello e cooperative impegnate in vari settori. Dalla accoglienza di persone disabili, alla pasticceria di eccellenza con laboratori sociali che hanno raggiunto risultati incredibili. Ma non mancano realtà in prima linea per la tutela delle fasce svantaggiate e per i minori.

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Verrà presentato, mercoledì 18 aprile 2012, alle ore 12, presso la sede del Sert di Ragusa, in via Armando Diaz, il “Progetto INXS”. Il progetto nasce dalla collaborazione dei Servizi per le Tossicodipenze delle ASP di Ragusa e di Enna con la cooperativa sociale Persefone, in qualità di capofila, e con la partnership di Demetra Società Cooperativa Sociale Onlus (Modica), di Medit di Savasta Fabrizio & CO s.a.s (Chiaramente Gulfi) e dell’Istituto Giovanni Verga s.r.l. (Vittoria). Il suo obiettivo è quello di favorire l’inclusione lavorativa di soggetti con problemi di dipendenza patologica. per mezzo della realizzazione di un vero e proprio processo di inclusione sociale, partendo dalla creazione di figure professionali che, tramite la formazione e la work experience, rafforzino i saperi, le competenze e facilitino le competenze relazionali da un parte e dall’altra favoriscano l’integrazione sociale attraverso azioni di sostegno, accompagnamento e inserimento lavorativo.

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“Il lavoro è uno degli elementi fondamentali per la dignità di ogni persona. Lo è ancora di più se parliamo di uomini e donne costrette a misure alternative alla detenzione”. Con queste parole la dottoressa Rosaria Ruggieri, responsabile dell’Ufficio esecuzione penale esterna di Ragusa (Uepe), presenta il senso del progetto “Coltivare la libertà”. Un percorso biennale finanziato per 500.000 euro tramite avviso Pubblico n. 1/2011 del Fondo sociale europeo per la realizzazione di progetti volti all'inclusione socio-lavorativa di soggetti in condizione di disagio ed esclusione sociale nelle province di Ragusa e Siracusa. “Coltivare la libertà” prevede azioni di ricerca, orientamento ed accompagnamento fino a giungere ad un auspicato inserimento lavorativo delle persone coinvolte come utenti. “Il lavoro – prosegue la Ruggieri – è visto come elemento utile per creare delle condizioni di indipendenza economica, ma soprattutto come occasione per creare positive relazioni umane basate sul rispetto dell’ordine e delle regole.

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Oltre ottanta cooperatori. E poi le Istituzioni, i sindacati e le associazioni di categoria. L’Assemblea di Confcooperative Ragusa sul tema “La cooperazione per lo sviluppo sostenibile e l’occupazione” ha registrato un ampia ed attiva partecipazione. L’incontro si è tenuto nella sala Consiglio della Camera di Commercio di Ragusa. “La cooperazione – ha affermato Gaetano Mancini, presidente regionale di Confcooperative e Commissario per la sede di Ragusa – rappresenta il migliore strumento per fare crescere la comunità. Sono le cooperative, infatti, a reggere l’onda d’urto della crisi e a mantenere alto il livello di produttività, occupazione e fatturato. Le cooperative non licenziano, non de localizzano, migliorano il territorio nell’interesse dei soci che lo vivono. Ma questa situazione positiva non potrà reggere a lungo. Ecco perché questo è il tempo non dell’analisi sul passato ma sulla progettualità futura. Cercare il nostro interesse nel bene comune deve essere la nostra principale direttiva”. L’invito del presidente Mancini si accompagna alla necessità che ognuno, istituzioni e cooperatori, facciano il proprio ruolo. “Penso ad esempio – conferma Mancini – alla possibilità di spendere meglio le somme del Fondo Regionale, ma mi riferisco anche alla nostra capacità di offrire servizi competitivi per chi ha bisogno di assistenza”.

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Sono stati avviati nei giorni scorsi i laboratori protetti di dolceria previsti dal progetto “Perché no?”. L'azione progettuale è rivolta a 5 giovani a rischio di marginalità sociale, e si svolge presso il laboratorio produttivo Don Puglisi di Modica, gestito dalla omonima cooperativa. Nel corso dell'esperienza, che durerà fino a settembre 2012, i giovani avranno occasione di formarsi sulla produzione di dolci tipici della tradizione iblea, grazie al sostegno dei tecnici e dei tutor relazionali della cooperativa “Don Puglisi” e degli altri partner di progetto. Una azione concreta per favorire l’inserimento sociale dei ragazzi e dotarli, al contempo, di una professionalità utile per il loro futuro. Il Progetto “Perché No? Un percorso di inclusione sociale e lavorativo”, nasce con l’obiettivo di favorire l’inclusione lavorativa di persone immigrate e di giovani a rischio di marginalità sociale, rafforzandone le competenze, la consapevolezza di sé e delle proprie potenzialità. “Perché no?” è finanziato dal Fondo Sociale Europeo ed è realizzato da un nutrito gruppo di partner con a capofila il Comune di Pozzallo.

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Sono ventidue i ragazzi di età compresa tra i 18 ed i 29 anni che iniziano il loro percorso di servizio civile volontario all’interno di due progetti attuati dal Consorzio “La Città Solidale di Ragusa”. Tredici di loro saranno impegnati con i minori, mentre i restanti nove in un progetto dedicato alla disabilità che verrà svolto nel comune di Vittoria. “Il servizio civile – spiega Aurelio Guccione, presidente del Consorzio La Città Solidale – rappresenta un estremo gesto di civiltà ed un segno di evoluzione e di sviluppo sostenibile. Il Consorzio ha da sempre scommesso parte delle proprie attività su questa funzione civile e ben 4 dei nostri attuali impiegati hanno prima fatto con questa esperienza. Dal nostro punto di vista rappresenta anche un aspetto importante per affermare come l’economia sociale sia una via privilegiata per uscire dalla crisi. Avviare percorsi di servizio civile indica e definisce una società avanzata per un approccio positivo al walfere. Non si tratta di offrire un lavoro ai giovani, ma di dare loro l’opportunità di confrontarsi con il mondo della cooperazione.

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